Fare un packaging che trasmetta valori (tanti)

Mar 2020
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Vincere, con il Vino Santa Lucia, il premio Mediastars 2020 come miglior packaging, cosa può rappresentare?

Soddisfazione. Tanta soddisfazione.
Questa è la prima reazione che abbiamo avuto quando abbiamo ricevuto la mail di congratulazioni per la vincita del primo premio. Tanta soddisfazione.
Già perché, nonostante il nostro sia un lavoro, un bel lavoro, lavoriamo anche e soprattutto per le soddisfazioni personali. Già la passione non si alimenta a livello economico, la passione si alimenta a livello di “bravi, ben fatto, well done e grazie buon lavoro”.

Soprattutto in questo caso.
Soprattutto perché parliamo di un lavoro sviluppato per una realtà “No profit”, un lavoro che va a identificare e completare un meraviglioso vino venduto per contribuire alla ricerca da parte di Fondazione Banca degli Occhi del Veneto sui problemi della vista.
E soprattutto perché è la decima edizione di questo vino, la prima che abbiamo deciso di mettere in competizione.
Un’edizione particolare, figlia dello stile e dei layout affinati negli anni precedenti, ma ancor di più caratterizzata da un’immagine di giovane donna, ricavata da un’opera del famoso maestro veneziano Maurizio Trentin (noto per ritratti a personaggi politici e dello spettacolo di caratura mondiale), che domina e decora completamente la cover esterna che riveste la scatola della bottiglia e l’etichetta della bottiglia stessa.
Infatti, il pack, è una soluzione particolare, frutto di un’attenta ricerca e soluzioni che si son evolute negli anni, adatto a contenere una bottiglia di un prestigioso vino rosso, scelto tra una selezione dei migliori uvaggi dell’azienda vinicola Maculan di Breganze nel vicentino.

Il packaging, composto da una box nera con apertura a libro, è rivestito da una cover in cartone, brandizzata e decorata da immagine e comunicazione, contiene una classica bottiglia da 750 cl. Di un vino rosso di qualità, caratterizzato da un’etichetta di misura standard ma dal design particolare. E’ un packaging che deve dare valore al vino stesso, deve contribuire al posizionamento alto e al percepito di qualità dello stesso, ma che ancor di più deve emozionare per coinvolgere, avvicinare per donare. E’ un vino che “fa bene alla vista”, sotto molteplici aspetti.

Anche per questo motivo la nostra soddisfazione è ancora più elevata. Per essere riusciti a rendere “comunicativo” un packaging di vino, per aver creato un qualcosa che corrisponde ad un principio di rottura o di evasione dalla staticità apparente del settore stesso.
Noi abbiamo lavorato anni con aziende vinicole, soprattutto della nostra zona (venete, friulane e limitrofe) e l’impressione è sempre stata quella di un buon prodotto, poco valorizzato in termini di layout (bottiglia ed eventuale pack), sempre condizionato da una continua rincorsa dietro ad altri vini più noti ed affermati.
Come diceva Picasso: il buon artista copia, mentre il genio tende a rubare, facendo proprio e portando in evoluzione. Nel settore vinicolo probabilmente manca questo: la capacità, a volte, di osare, di andare oltre i limiti, rompendo, con accuratezza, gli schemi e le tradizioni.

Minimal ed essenziale non vuol dire sempre uguale, così come una soluzione di rottura non deve per forza essere completamente esagerata ed esasperata. Anche una soluzione di etichetta minimal, composta da un lettering pulito ma nel contempo originale, può allo stesso tempo rappresentare qualcosa di nuovo, di diverso, che riesca a colpire.

C’è bisogno di novità. Ci deve essere voglia di sperimentare cercando di innovare o rinnovare, andando oltre limiti che troppo spesso frenano la valorizzazione di un buon prodotto. Il tradizionalismo esasperato, tante volte, può rappresentare un limite. La mancanza di originalità pure. Il design della bottiglia contribuisce, ma ancor di più un’etichetta originale e di valore.

C’è tanto da dire, non bastano sicuramente queste poche righe di questo blog, sarà sicuramente un tema che andremo a riprendere facendolo diventare uno dei nostri argomenti di discussione nelle giornate che andremo a mettere in pista sul food, comunicazione e design, nel nostro spazio interattivo LAB448.

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